Invalidità 100%: guida a tutte le agevolazioni e tutele

Scopri tutti i diritti e le agevolazioni per chi ha un'invalidità al 100%

Avere un’invalidità al 100% significa essere riconosciuti come totalmente inabili a svolgere attività lavorative a causa di menomazioni fisiche o psichiche gravi. Questa condizione comporta notevoli sfide nella vita quotidiana e impone la necessità di specifiche agevolazioni e tutele.

La legge italiana prevede una serie di misure di supporto per queste persone, garantendo loro diritti e benefici essenziali per migliorare la qualità della loro vita. Tra questi, rientrano l’accesso a pensioni di inabilità, indennità di accompagnamento, esenzioni fiscali e sanitarie, e tutele specifiche nel lavoro. In questa guida, esploreremo in dettaglio cosa implica questa condizione e quali opportunità sono offerte per sostenerne i portatori.

Agevolazioni per invalidità 100%

Per coloro che sono riconosciuti invalidi al 100%, i benefici legati all’invalidità civile dipendono dal grado di invalidità. Nel caso di invalidità civile totale, riconosciuta al 100%, si possono ottenere i seguenti vantaggi:

  • diritti ad agevolazioni fiscali, ad esempio per l’acquisto di auto o di sussidi tecnici e informatici, come ad esempio lo smartphone, utili per favorire l’autonomia della persona invalida;
  • agevolazioni fiscali per le spese sostenute per badanti, colf e per l’assistenza specifica resa da personale medico e sanitario;
  • erogazione di protesi, ortesi e ausili correlati al tipo di minorazione accertata a carico del Servizio Sanitario Nazionale;
  • esenzione dal ticket sanitario;
  • altre agevolazioni riconosciute ai sensi della legge n. 104 del 1992;
  • scelta della sede di lavoro e possibilità di rifiutare un trasferimento per il dipendente che assiste una persona con grave handicap;
  • possibilità di ricevere il contrassegno per parcheggiare in appositi spazi riservati a persone con disabilità motorie gravi o significative difficoltà nella deambulazione.
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Inoltre, chi è invalido al 100% può richiedere la pensione d’inabilità, che può essere di tipo previdenziale o assistenziale. In presenza di determinate condizioni, si affianca l’indennità di accompagnamento, un assegno riconosciuto a chi ha difficoltà a compiere gli atti quotidiani della vita o a chi non può deambulare senza l’aiuto di un’altra persona.

Pensione d’inabilità

Esistono due tipi di pensione di inabilità: la pensione previdenziale e quella assistenziale, conosciuta anche come pensione di invalidità civile. Entrambe sono riconosciute agli invalidi civili al 100% con un’età compresa tra i 18 e i 67 anni (età pensionabile per il 2024).

Tuttavia, mentre la pensione previdenziale spetta esclusivamente alla generalità dei lavoratori iscritti presso una delle assicurazioni obbligatorie dell’INPS, quella assistenziale si rivolge ai cittadini che si trovano in una condizione di difficoltà economica.

Nel dettaglio, per la pensione assistenziale, che ha un importo di 333,33 euro ed è riconosciuta per 13 mensilità, è necessario soddisfare un determinato limite reddituale che per il 2024 è pari a 19.461,12 euro. Tuttavia, per gli invalidi civili al 100%, vi è la possibilità di aumentare l’importo della relativa pensione grazie alla maggiorazione sociale conosciuta come “incremento al milione“.

Per la pensione previdenziale di inabilità, è necessario che il lavoratore iscritto ad un fondo obbligatorio dell’INPS abbia maturato almeno 5 anni di anzianità assicurativa e previdenziale, 3 dei quali accumulati nei 5 anni prima della domanda di pensionamento. In questo caso, per il calcolo dell’importo si applicano gli stessi metodi utilizzati per l’assegno della pensione di vecchiaia; l’importo dipende dalla base dei contributi effettivamente versati.

Indennità di accompagnamento

Chi è riconosciuto invalido civile al 100% può ottenere un altro tipo di beneficio di natura assistenziale. Se si ha difficoltà a compiere gli atti quotidiani della vita e non si riesce a deambulare senza l’aiuto di un’altra persona, si può richiedere e ottenere l’indennità di accompagnamento.

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Tuttavia, lo stato di necessità deve essere espressamente indicato nell’apposito verbale d’invalidità. L’indennità di accompagnamento consiste nell’erogazione di un assegno mensile pari a 531,76 euro per 12 mensilità e non è subordinata alla situazione economica del richiedente.

Assegno di vedovanza

Nel caso in cui il coniuge superstite che riceve la pensione di reversibilità sia anche inabile al lavoro, potrebbe avere diritto agli assegni al nucleo familiare per se stesso. In questa situazione si parla di assegno di vedovanza, il cui importo aggiornato per il 2024 è il seguente:

  • 52,91 euro con un reddito non superiore a 31.569,47 euro;
  • 19,59 euro con un reddito compreso tra 31.569,47 e 35.413,24 euro.

Diritti per minori invalidi al 100%

Per quanto riguarda l’invalidità al 100%, è importante distinguere tra i minori di 18 anni, gli over 67 e coloro che sono in età lavorativa.

Mentre per coloro che sono in età lavorativa è necessario dimostrare la totale incapacità di lavorare per ottenere il riconoscimento dell’invalidità al 100%, nel caso dei minori di 18 anni e degli over 67, è sufficiente dimostrare una totale difficoltà nella deambulazione che richiede assistenza continua per avere diritto alle agevolazioni e ai benefici dell’invalidità al 100%. Per queste due categorie, infatti, è impossibile presumere e dimostrare la perdita totale della capacità di lavoro a causa della loro età.

In questi casi, ai minori spetta l’indennità di frequenza. Ne hanno diritto i minori che presentano difficoltà persistenti nello svolgere i compiti e le funzioni della propria età. L’erogazione di questa indennità è legata alla frequenza continua o periodica di un istituto scolastico (di ogni ordine e grado, anche privato), di un centro di formazione o addestramento professionale o, anche, di un centro specializzato nel trattamento terapeutico o nella riabilitazione e nel recupero di persone portatrici di handicap.

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Il limite di reddito per averne diritto nel 2024 è pari a 5.725,46 euro. L’importo della prestazione è di 531,76 euro, ma a differenza della pensione d’invalidità civile per i maggiorenni, spetta per sole 12 mensilità.

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