Superbonus 2024: nuove regole per le detrazioni fiscali e altre novità

Scopri le nuove disposizioni del decreto Superbonus 2024, inclusa la detrazione in 10 anni, riduzioni del bonus casa, e cambiamenti per le banche. Tutte le novità qui.

Dopo il via libera definitivo della Camera, il decreto Superbonus è ora legge. La misura, approvata con 150 voti favorevoli e 109 contrari, introduce diverse modifiche significative ai bonus edilizi e alle agevolazioni fiscali, destinando particolare attenzione al meccanismo delle detrazioni e alle agevolazioni per i territori colpiti da calamità naturali. Ecco un’analisi dettagliata delle principali novità del decreto.

Superbonus in dieci rate

Una delle modifiche più rilevanti riguarda la dilazione delle detrazioni fiscali per il Superbonus. Le spese sostenute a partire dal primo gennaio 2024 potranno essere detratte in dieci anni anziché in quattro, facilitando così i contribuenti con una capienza fiscale ridotta. Questo cambiamento, che porta il Superbonus al 70% nel 2024 e al 65% nel 2025, mira a rendere più accessibili i benefici fiscali a una platea più ampia di cittadini.

Il meccanismo dello “spalma-detrazioni”

Il nuovo sistema di detrazione in dieci anni è stato introdotto per evitare che i contribuenti con una capienza fiscale limitata perdano parte delle spese in eccesso. Tuttavia, penalizza coloro che avrebbero potuto sfruttare l’intero importo delle detrazioni in un periodo più breve. Il governo stima che l’ammontare delle detrazioni fruibili tra il 2024 e il 2025 sarà di quasi 12 miliardi di euro.

Bonus Casa ridotto al 30% dal 2028

L’agevolazione per i lavori di ristrutturazione domestica subirà una riduzione progressiva nei prossimi anni. Mantenuta al 50% per il 2024, con un tetto di spesa detraibile di 96.000 euro, l’aliquota scenderà al 36% nel 2025 e ulteriormente al 30% dal 2028 al 2033. Queste modifiche puntano a una graduale diminuzione del sostegno fiscale per le ristrutturazioni edilizie.

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Stop alle compensazioni per le Banche

Dal 2025, le banche non potranno più compensare i crediti del Superbonus con debiti previdenziali e assistenziali, o con i premi per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro. In caso di mancato rispetto di questa disposizione, il credito sarà recuperato con interessi e sanzioni. Inoltre, gli istituti finanziari dovranno ripartire le rate dei crediti acquistati in sei quote annuali, senza possibilità di ulteriore cessione.

Fondo sisma per nuovi interventi

Il decreto prevede un fondo di 400 milioni di euro per la cessione e lo sconto in fattura nelle aree colpite dai sismi del 2009 e del 2016. Questo plafond sarà utilizzabile solo per nuove pratiche relative all’ecobonus e al sismabonus, ma non per il Superbonus rafforzato.

Ulteriori fondi e agevolazioni

Per il 2025, sono stati stanziati 35 milioni di euro per interventi di riqualificazione energetica e strutturale nelle zone terremotate e 100 milioni di euro per gli interventi degli enti del terzo settore, tra cui onlus, organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale.

Controlli dei comuni nei cantieri

I Comuni avranno la facoltà di effettuare sopralluoghi nei cantieri del Superbonus per verificare eventuali irregolarità. In cambio, riceveranno una quota del 50% delle somme riscosse dalle eventuali sanzioni.

Rinvio della sugar e plastic tax

Infine, il decreto posticipa l’entrata in vigore della sugar tax e della plastic tax, che scatteranno rispettivamente nel 2025 e nel 2026. La tassa sul consumo di bevande analcoliche zuccherate è stata differita al primo luglio 2025, mentre quella sui manufatti in plastica monouso è rinviata al primo luglio 2026.

In sintesi, il nuovo decreto Superbonus introduce modifiche sostanziali alle agevolazioni fiscali per gli interventi edilizi, con l’obiettivo di rendere le detrazioni più accessibili e sostenibili nel lungo periodo.

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