Credito d’imposta formazione 4.0 MIMIT: la guida completa

Scopri come funziona il credito d'imposta formazione 4.0 MIMIT e i passi per ottenerlo.

Il credito d’imposta formazione 4.0 MIMIT, parte del Piano nazionale Impresa 4.0, promuove la crescita delle competenze digitali nel mondo del lavoro. Con aliquote vantaggiose, il credito copre fino al 70% delle spese di formazione. Si offre così un sostegno concreto alle imprese che si adattano alle sfide tecnologiche odierne. Questa agevolazione fiscale ha lo scopo di potenziare le capacità aziendali nel contesto digitale, rappresentando un investimento fondamentale per il futuro dell’industria italiana.

Che cos’è il credito d’imposta formazione 4.0

Il credito d’imposta formazione 4.0 rappresenta un vantaggio fiscale per le imprese, dedicato a coprire i costi per attività formative nel settore digitale, da qui il termine “formazione 4.0”. Per l’anno 2023, il credito equivale al 70% delle spese per le piccole imprese, 50% per quelle di medie dimensioni e 30% per le grandi aziende.

Benefici e obiettivi del credito d’imposta

Il credito d’imposta formazione 4.0 MIMIT mira a potenziare il tessuto imprenditoriale italiano attraverso l’innovazione e la formazione digitale. Il sostegno fiscale si propone di accelerare la trasformazione tecnologica delle aziende, come stabilito dal Piano nazionale Impresa 4.0.

Introdotto inizialmente con la Legge di Bilancio 2018, il 27 dicembre 2017 (n. 205), questa misura è stata periodicamente aggiornata. L’ultima revisione, che prevede un incremento delle percentuali di agevolazione, è stata introdotta con il Decreto Aiuti 2022 (articolo 22). 

Gli obiettivi principali della formazione 4.0 includono l’incremento delle capacità in big data, cyber security e altre tecnologie emergenti, essenziali nell’attuale panorama economico. Offrendo un incentivo tangibile, il credito d’imposta facilita alle aziende l’adeguamento alle nuove sfide del mercato globale, promuovendo una crescita sostenibile e competitiva.

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Destinatari del credito d’imposta formazione 4.0

Il credito di formazione 4.0 è rivolto a tutte le aziende con sede in Italia, inclusi gli enti stabili di società non residenti. Le società che intendono usufruirne devono rispettare le norme sulla sicurezza sul lavoro e adempiere ai doveri relativi ai contributi previdenziali e assistenziali dei dipendenti.

Tuttavia, non possono accedere al credito le aziende:

  • in liquidazione volontaria o fallite;
  • in liquidazione coatta amministrativa;
  • in concordato preventivo senza continuità aziendale;
  • soggette a altre procedure concorsuali menzionate;
  • che hanno ricevuto sanzioni interdittive secondo l’articolo 9, comma 2, del Decreto Legislativo 8 giugno 2001, n. 231.

Funzionamento del credito d’imposta per la formazione

Il credito per la formazione 4.0 può essere impiegato solo per compensare spese sostenute, a partire dal periodo fiscale successivo a quello in cui le spese ammissibili sono state effettuate, e previa certificazione degli obblighi adempiuti.

Il MIMIT, per assicurare l’efficacia e la qualità delle attività formative, ha definito criteri specifici nel Decreto del 4 maggio 2018. Questi criteri legano l’erogazione del credito alla verifica dei risultati raggiunti dai lavoratori, sia nell’acquisizione sia nel consolidamento delle competenze professionali 4.0.

Con l’approvazione del credito d’imposta, l’azienda può beneficiare dello sconto direttamente nella dichiarazione dei redditi.

Determinazione dell’importo del credito di formazione 4.0

Il calcolo del credito d’imposta per la formazione 4.0 segue criteri precisi, definiti nel contesto del Decreto Aiuti. Per gli anni 2023 e 2024, le percentuali di agevolazione sono state incrementate, stabilendo limiti massimi annui differenziati per categorie aziendali:

  • Piccole imprese. Godono di un 70% di credito sulle spese ammissibili, con un tetto di 300.000 euro.
  • Medie imprese. Per questa categoria la percentuale è del 50%, fino a 250.000 euro.
  • Grandi imprese. Queste beneficiano del 30%, anch’esse fino a 250.000 euro.

Per i progetti iniziati dopo il 18 giugno 2022, che non rispondono ai criteri di transizione digitale accelerata delineati nell’articolo 22, comma 1, le aliquote si riducono al 40% e 35%. Ulteriormente, il credito può essere elevato al 60% per tutte le imprese che formano dipendenti appartenenti a categorie svantaggiate, come stabilito dal Decreto del 17 ottobre 2017 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

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Attività formative qualificabili nel programma formazione 4.0

Il credito di formazione 4.0 supporta le attività formative definite nel Piano nazionale Impresa 4.0 e successive normative ministeriali. Conforme al Decreto del 4 maggio 2018, le tematiche formative abbracciano aree come vendite, marketing, informatica, e tecnologie produttive. Specificamente, la formazione 4.0 si concentra su:

  • big data e analisi dati;
  • cloud e fog computing;
  • cyber security;
  • simulazione e sistemi cyber-fisici;
  • prototipazione rapida;
  • sistemi di visualizzazione, realtà virtuale e aumentata;
  • robotica avanzata e collaborativa;
  • interfaccia uomo-macchina;
  • manifattura additiva;
  • internet delle cose;
  • integrazione digitale dei processi aziendali.

Spese ammissibili al credito d’imposta formazione 4.0

Il riconoscimento del credito d’imposta è subordinato all’erogazione delle attività formative da parte di soggetti definiti in un imminente decreto del MISE, e alla certificazione delle competenze acquisite o consolidate, come stabilito nel medesimo decreto ministeriale.

Il credito formazione 4.0 può essere utilizzato per le seguenti spese ammissibili:

  • spese di personale relative ai formatori che partecipano alla formazione;
  • costi operativi collegati ai formatori e ai partecipanti alla formazione, come spese di viaggio, materiali e forniture pertinenti al progetto, ammortamento di strumenti e attrezzature destinate all’uso esclusivo del progetto di formazione. Le spese di alloggio sono escluse, ad eccezione dei costi minimi necessari ai partecipanti con disabilità;
  • costi dei servizi di consulenza correlati al progetto di formazione;
  • spese di personale per i partecipanti alla formazione e spese generali indirette (spese amministrative, locazione, spese generali) per le ore in cui i partecipanti seguono la formazione;
  • spese riguardanti il personale dipendente impiegato in uno degli ambiti aziendali indicati nell’allegato A della Legge n. 205 del 2017 (pdf), che partecipa in veste di docente o tutor alle attività di formazione idonee.

Enti fornitori per la formazione 4.0

Per accedere al credito di formazione 4.0, le attività formative possono essere organizzate internamente o affidate a entità esterne qualificate, riconosciute dal MISE. Tra questi enti si annoverano centri di alta specializzazione e gli European Digital Innovation Hubs (EDIH). Specificatamente, per le attività erogate esternamente, sono ammissibili quelle realizzate da:

  • enti accreditati per la formazione finanziata, situati nella stessa regione o provincia autonoma della sede legale o operativa dell’impresa;
  • università, sia pubbliche che private, e le loro strutture affiliate;
  • enti accreditati presso fondi interprofessionali, conformi al Regolamento CE 68/01 del 12 gennaio 2001, o detentori di certificazione di qualità secondo la norma Uni En ISO 9001:2000, settore EA 37;
  • Istituti Tecnici Superiori (ITS).
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Procedura per il credito d’imposta

Per ottenere il credito d’imposta formazione 4.0, le imprese devono seguire i seguenti passaggi:

  1. Compilare e firmare digitalmente il modello di comunicazione, che deve essere trasmesso in formato elettronico tramite PEC all’indirizzo formazione4.0@pec.mise.gov.it. In caso di problemi tecnici, è possibile inviare il modello direttamente alla PEC della Direzione: dgpiipmi.dg@pec.mise.gov.it.
  2. Poi, compilare il modello F24 utilizzando i servizi telematici forniti dall’Agenzia delle Entrate, disponibili su questa pagina.

Per poter beneficiare del credito d’imposta, è necessario dimostrare l’effettivo sostenimento delle spese ammissibili tramite una certificazione apposita, da allegare al bilancio. Questa certificazione deve essere rilasciata da un soggetto incaricato della revisione legale dei conti. Le imprese che non sono soggette a revisione legale dei conti devono comunque avvalersi dei servizi di un revisore legale dei conti o di una società di revisione legale dei conti. Le imprese con bilancio revisionato sono esentate dall’obbligo di certificazione.

Termine di presentazione

Per le attività formative realizzate nel periodo fiscale successivo al 31 dicembre 2022, il modello di comunicazione doveva essere inoltrato entro il 30 novembre 2023.

Per le spese effettuate in periodi fiscali successivi, il modello deve essere inviato entro il termine per la presentazione della dichiarazione dei redditi relativa a ogni periodo fiscale di realizzazione degli investimenti.

Documentazione da conservare

Le imprese che ottengono il credito d’imposta sono tenute a redigere e conservare i seguenti documenti:

  • una relazione che descriva organizzazione e contenuti delle attività formative;
  • documentazione contabile e amministrativa che attesti l’uso corretto del beneficio, in conformità ai limiti e alle condizioni della normativa comunitaria;
  • registri con le firme del personale partecipante e dei formatori, interni o esterni all’azienda.
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