Lavoratori Socialmente Utili, novità 2023

Le nuove disposizioni 2023 per i Lavoratori Socialmente Utili: opportunità di assunzione semplificata, opzioni di riscatto dei periodi da utilizzazione e forme di sussidio previste.

Il Decreto PA bis ha introdotto nuove disposizioni per i Lavoratori Socialmente Utili (LSU), coloro che svolgono lavori di pubblica utilità. Secondo il nuovo testo, gli enti pubblici hanno ora la possibilità di assumere gli LSU sia a tempo indeterminato che tramite contratti di lavoro a tempo determinato, semplificando il processo di selezione.

In questa guida, vi forniremo una panoramica sulle novità del 2023 riguardanti i Lavoratori Socialmente Utili (LSU), le forme di sussidio previste e il funzionamento del riscatto dei periodi da utilizzazione.

Quali sono i lavori socialmente utili, scopri le novità

I Lavoratori Socialmente Utili (LSU) sono individui che si trovano in una situazione di svantaggio nell’accesso al mondo del lavoro e ricevono un sussidio dall’INPS per svolgere attività di pubblica utilità. Questa categoria include, ad esempio, disoccupati di lunga durata, lavoratori alla ricerca del primo impiego o iscritti alle liste di mobilità che non percepiscono l’indennità.

I lavoratori socialmente utili svolgono attività volte alla realizzazione di opere e servizi per la collettività. In generale, gli LSU possono essere suddivisi in tre categorie principali:

  1. La cosiddetta “platea storica” finanziata con risorse statali provenienti dal Fondo Sociale Occupazione e Formazione (precedentemente Fondo per l’Occupazione).
  2. La categoria degli “autofinanziati“, sostenuta con risorse proprie degli enti presso cui vengono svolte le attività, come ad esempio Comuni e Regioni.
  3. La categoria dei lavoratori che percepiscono sostegni al reddito e vengono impiegati dalle Pubbliche Amministrazioni in attività di pubblica utilità per la durata delle prestazioni godute.
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Il lavoro socialmente utile (LSU) rientra tra gli “ammortizzatori sociali” e non comporta la sospensione o la cancellazione dalle liste di collocamento del LSU. L’impiego in un lavoro socialmente utile non implica in nessun caso l’instaurazione di un rapporto di lavoro né la cancellazione dalle liste di mobilità.

Il Decreto PA bis prevede una procedura preferenziale di inserimento per i Lavoratori Socialmente Utili (LSU), consentendo di evitare il tradizionale concorso pubblico e sostituendolo con una procedura ad hoc. Gli LSU possono essere assunti dalle Pubbliche Amministrazioni sia a tempo determinato che a tempo indeterminato. Per accedere al pubblico impiego, dovranno solo superare una prova selettiva adeguata alla specifica professionalità richiesta. Nella procedura di selezione, verrà anche valutata l’anzianità di servizio dei candidati.

Questa nuova misura rappresenta una possibilità per le Pubbliche Amministrazioni. In base al Decreto, le Amministrazioni Pubbliche hanno la facoltà, ma non l’obbligo, di assumere LSU nelle proprie strutture. Lo scopo di questa disposizione, che non comporta spese extra per lo Stato, è quello di potenziare l’organizzazione delle Pubbliche Amministrazioni. Le assunzioni devono avvenire entro i limiti previsti per ciascuna specifica PA interessata.

Quanto sono pagati i lavori socialmente utili, conosci i sussidi

Il sostegno economico fornito ai lavoratori è chiamato Assegno di Sussidio per Attività Socialmente Utili (ASU). Questo assegno viene erogato dall’INPS su indicazione del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che stipula annualmente una specifica convenzione con le regioni dopo aver individuato il numero di lavoratori socialmente utili ancora a carico nel bacino regionale di competenza.

I lavoratori devono essere impiegati per un orario settimanale di 20 ore e non oltre 8 ore al giorno. Nel caso di un impegno superiore, è previsto un assegno integrativo a carico dell’utilizzatore. Per il 2023, l’importo dell’assegno di sussidio per i Lavoratori Socialmente Utili ammonta a 656,44 euro mensili, a cui si aggiungono eventuali assegni familiari, se spettanti. Durante i periodi di impegno in attività socialmente utili, per i quali viene erogato l’assegno ASU, viene riconosciuta una contribuzione figurativa, che è utile solo ai fini del requisito assicurativo per il diritto alla pensione.

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L’assegno per gli LSU è incompatibile con lo svolgimento di un’attività di lavoro subordinato a tempo pieno con contratto a termine. In tale caso, l’ente utilizzatore può autorizzare una sospensione delle attività socialmente utili per la durata del contratto. Inoltre, l’assegno è incompatibile con le pensioni dirette e i trattamenti di pensionamento anticipato. Tuttavia, i titolari di assegno o pensione di invalidità possono optare per l’assegno ASU.

È possibile cumulare l’assegno ASU con:

  • l’assegno di invalidità civile;
  • le pensioni di invalidità;
  • le pensioni privilegiate per infermità contratta durante il servizio di leva obbligatorio;
  • i redditi derivanti da lavoro autonomo occasionale e da collaborazione continuata e coordinata, entro il limite massimo di 3.718,49 euro lordi per l’intero periodo di partecipazione al progetto.

È possibile anche il cumulo con i redditi da lavoro dipendente a tempo determinato parziale, entro il limite di 309,87 euro mensili, debitamente documentati.

Quanto costa riscattare un anno di LSU

Gli LSU-LPU (Lavoratori Socialmente Utili-Lavoratori Pubblici di Utilità) qualificati secondo il Dlgs 468/97 e Dlgs 81/2000 hanno la possibilità di riscattare, a pagamento, i periodi di utilizzazione come LSU presso l’INPS. Il pagamento può riguardare tutti i periodi o solo parzialmente, previo versamento di una cifra forfettaria annua di 1500 euro. La retribuzione di riferimento per determinare il montante contributivo (per periodi successivi a gennaio 1996) o per il calcolo retributivo sarà quella stabilita dalla CGT (Contrattazione Collettiva di Lavoro) del personale delle Amministrazioni utilizzatrici.

Tuttavia, a partire dal 1° agosto 1995, a causa dell’articolo 8 del Decreto Legislativo 468/1997, i periodi di lavoro socialmente utile per i quali viene ancora erogato l’assegno relativo hanno un riconoscimento figurativo della contribuzione a carico dello Stato limitato solo ai fini del diritto alla pensione, non più per determinarne l’importo. Ciò significa che i periodi in questione possono essere conteggiati per raggiungere l’anzianità contributiva minima necessaria per ottenere una prestazione previdenziale, ma l’accredito non aumenterà l’importo dell’assegno a meno che il lavoratore non eserciti il riscatto pagando l’apposito onere.

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La facoltà di riscatto può essere esercitata in qualsiasi momento dall’interessato e può riguardare tutti i periodi per i quali è stato erogato l’assegno per lavori socialmente utili con accredito del contributo figurativo utile ai fini del diritto alla pensione. È possibile effettuare il riscatto per l’intera durata dei periodi o solo per una parte di essi. Si fa presente che poiché i periodi di godimento dell’assegno per lavori socialmente utili, validi solo ai fini del diritto alla pensione, vengono accreditati automaticamente e sono visibili direttamente dall’estratto conto, non è necessaria alcuna documentazione particolare per esercitare la facoltà di riscatto.

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Autore
Valerio Mainolfi
Valerio Mainolfi
Specializzato in comunicazione e marketing, amante della scrittura creativa, navigo costantemente tra ambizioni future e sfide del nostro tempo, agganciato all’evoluzione illogica del mio essere.